Il Barça è un club rispettato e ammirato in tutto il mondo, le sue idee di gioco lo rendono un vero riferimento nel calcio. Ma non sono tutto. Da tale soluzione sono state poi ricavate praticamente tutte le versioni successive dello stemma. La strada intrapresa poi da Costanzo è quella del Talk-show intorno ad un tema di attualità: il numero degli ospiti cresce e al conduttore resta il ruolo di moderatore e regolatore dei turni di battuta. In molti casi c’è una introduzione sul personaggio e l’occasione dell’incontro, poi comincia la serie di domande. È la forma più chiara perché non c’è mai confusione tra il ruolo di intervistatore e quello di intervistato. In Tv il fattore tempo limita la possibilità che si realizzi il proposito di un “intervista come momento della verità”: in video proliferano le interviste brevi, prive di obiezioni, dove il personaggio politico intervistato impara a dire rapidamente e senza contraddittorio quello che vuole, puntando sulla frase a effetto o sul paradosso. Non si ha difficoltà a trovare sui giornali esempi di interviste dirette: ecco uno stralcio di un’intervista al direttore generale della Rai Flavio Cattaneo, rilasciata al giornalista Roberto Bagnoli per il Corriere della Sera. Inoltre, un’intervista si può leggere dall’inizio, dalla fine, dal centro: si può piluccare a piccoli pezzi, senza avere l’obbligo di scorrerla nella sua interezza per comprenderla.
Le opinioni degli ospiti spesso si sovrappongono e sono poste tutte sullo stesso piano: tutt’altra cosa rispetto alla profondità di un’intervista personale. Sono andati oltre la delusione. Ma quanti sono? Per poche persone dovremmo chiedere di aumentare il canone? In Italia sono sedici, Piatek su tutti, e sono il quinto gruppo dopo Brasile (34), Argentina (29), Croazia (18) e Serbia (17). “Per vincere servono le fondamenta” è probabilmente la frase chiave dell’intervista, questo perché per costruire qualsiasi progetto, che sia di vita, d’amore o di calcio, necessitano le basi. Mi sembrava doveroso – magari anche per chi ci segue – farle i complimenti per l’atteggiamento da lei tenuto, stranamente, in quest’Aula durante questa occasione (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Si pongono domande a chi possiede una competenza, un sapere scientifico, tecnico o storico, ma non possiede il linguaggio della comunicazione: attraverso le risposte, e la mediazione del giornalista che le traduce in linguaggio comune, le conoscenza dell’intervistato diventano accessibili al pubblico, si pongono domande a chi prende le decisioni influenti sulla vita collettiva: attraverso le risposte, la gente viene informata di quali siano le tendenze, i programmi, le prospettive del futuro anche proprio.
Si pongono domande a chi ha vissuto un’esperienza non comune; attraverso le risposte, una parte di quell’esperienza diventa collettiva”. Si pongono domande agli autori di un’opera d’arte: attraverso le risposte, il pubblico viene a conoscere quali fossero le intenzioni, le ispirazioni, le motivazioni dell’autore, ed è magari aiutato a capirne meglio il romanzo, il film, il quadro, la canzone o la sinfonia, la messinscena teatrale. È il momento in cui il pubblico entra a contatto direttamente con la fonte dell’informazione e, si presuppone, con la verità dei fatti. Anche nei telegiornali l’intervista ha progressivamente continuato a diffondersi: ogni giorno vengono interpellati politici, protagonisti di fatti di cronaca, attori, calciatori. Personaggi di prestigio, vip, uomini potenti, individui di successo, protagonisti o testimoni di un fatto di cronaca: tutti questi uomini solleticano la curiosità dei lettori che, attraverso la mediazione del giornalista, entrano in contatto con loro o quantomeno si informano sulle loro opinioni. TOTTENHAM (seconda maglia) – Per il completo away degli Spurs è stato scelto un «lapis blue» che ricorda quello dei grandi rivali cittadini del Chelsea.
Enzo Magrì ricorda che all’Europeo, negli anni ’70, una delle norme per gli intervistatori era: “Far dire all’intervistato quello che avrebbe detto se fosse stato capace di dirlo. Da 27 anni sempre lo stesso leitmotiv. Affermandosi come genere, negli anni ’90, l’intervista ha subito trasformazioni profonde nella tecnica comunicativa. Nell’Italia degli anni trenta, il regime fascista avviò una campagna di italianizzazione volta a combattere gli inglesismi ed altri prestiti linguistici. Non c’è un’unica risposta: gli obiettivi e gli stili delle testate sono molteplici, le tecniche giornalistiche complesse, le scelte degli intervistatori decisive. Questa divisione permette di individuare subito, a colpo d’occhio, quali sono le domande e quali le risposte; inoltre individua subito la lunghezza dei relativi interventi. Le domande si trasformano in pericolosi trabocchetti. In questi casi il giornalista dovrebbe eclissarsi, per lasciar posto al pensiero dell’interlocutore; in realtà è lui non solo a fare le domande ma anche a selezionare le risposte. Una ragione, in certi casi, potrebbe essere che l’intervista deresponsabilizza il giornalista intervistatore: lui fa le domande, l’intervistato risponde, e le sue risposte (specie se riprese con il registratore), non hanno bisogno di mediazione, cioè di riassunto e interpretazione, due operazioni che possono essere pericolose”. “C’è da domandarsi quali possano essere le ragioni di un’intervista: per rendere più vivace e leggibile il servizio?